Governance e gestione d'impresa
- Dalla valutazione degli impatti alla valorizzazione contabile: modelli integrati applicati ai prodotti della ricerca negli enti pubblici.
Il progetto si inserisce in un contesto caratterizzato dalla crescente necessità di valorizzare i prodotti che gli enti di ricerca pubblici realizzano e che rappresentano strumenti di innovazione e di progresso tecnico scientifico utili alla collettività. Contestualmente, anche la recente riforma del sistema contabile pubblico richiede alle amministrazioni di sviluppare la capacità di rappresentare tele valorizzazione dei prodotti in valutazione economico-patrimoniale.
Il progetto, quindi, intende collocarsi all’intersezione tra due ambiti di analisi strettamente interconnessi: la valutazione dell’impatto degli output che gli enti di ricerca generano e la traduzione della loro valorizzazione in valutazione economico-patrimoniale, sia negli aspetti qualitativi concernenti l’impatto sociale dei risultati della ricerca, sia negli aspetti meramente quantitativi necessari per una corretta rappresentazione contabile. A tal fine, si intende adottare una metodologia che superi approcci valutativi frammentati e consenta una valutazione integrata degli impatti culturali, sociali, economici e ambientali generati dalla ricerca, considerando i risultati prodotti in relazione agli effetti sugli stakeholder, tra cui comunità scientifica, decisori pubblici, sistema produttivo e
collettività.
Parallelamente, il progetto affronta il tema della valorizzazione contabile dei prodotti della ricerca alla luce delle recenti novità normative introdotte con la riforma 1.15 del PNRR, intitolata “Dotare le pubbliche amministrazioni di un unico sistema di contabilità economico patrimoniale a base accrual”.
In questo ambito, lo studio si concentrerà sull’applicazione del quadro concettuale e dei principi contabili ITAS, con particolare riferimento all’ITAS 5 – “Immobilizzazioni immateriali” e all’ITAS 8 – “Riduzione di valore delle attività”, al fine di analizzare le modalità di riconoscimento, misurazione e rappresentazione in bilancio dei prodotti della ricerca. Verranno inoltre identificati i possibili sviluppi ed implementazioni del sistema contabile volti a recepire una adeguata valorizzazione dei prodotti degli enti di ricerca nei documenti di rendicontazione, nel quadro della legislazione vigente e delle prossime innovazioni connesse al processo di introduzione della
contabilità accrual.
L’obiettivo finale del progetto è la definizione di un modello integrato che consenta di mettere in relazione il valore degli impatti generati e la loro eventuale valutazione economico-patrimoniale, contribuendo così a una rappresentazione più completa del valore pubblico creato dagli enti di ricerca da non ricondurre necessariamente ad una logica di mercato.
- From Impact Assessment to Accounting Valorization: Integrated Models Applied to Research Outputs in Public Institutions
The project is situated within a context characterized by the growing need to enhance and valorize the outputs produced by public research institutions, which represent instruments of innovation and scientific and technological progress beneficial to society. At the same time, the recent reform of the public accounting system requires public administrations to develop the capacity to represent such valorization processes within an economic and patrimonial evaluation framework.
The project therefore aims to position itself at the intersection of two closely interconnected fields of analysis: the assessment of the impacts generated by research outputs produced by public research institutions and the translation of their valorization into economic and patrimonial evaluation, encompassing both qualitative aspects related to the social impact of research results and quantitative dimensions necessary for their proper accounting representation.
To this end, the project intends to adopt a methodology capable of overcoming fragmented evaluation approaches and enabling an integrated assessment of the cultural, social, economic, and environmental impacts generated by research activities, considering research outputs in relation to their effects on stakeholders, including the scientific community, public decision-makers, the productive system, and society at large.
In parallel, the project addresses the issue of the accounting valorization of research outputs in light of the recent regulatory developments introduced through Reform 1.15 of the National Recovery and Resilience Plan (PNRR), entitled “Equipping Public Administrations with a Unified Accrual-Based Economic and Patrimonial Accounting System”.
Within this framework, the study will focus on the application of the conceptual framework and the Italian Public Sector Accounting Standards (ITAS), with particular reference to ITAS 5 – “Intangible Assets” and ITAS 8 – “Impairment of Assets”, in order to analyze methods for the recognition, measurement, and financial statement representation of research outputs.
Furthermore, the study will identify possible developments and implementations of the accounting system aimed at ensuring an adequate valorization of research outputs within public research institutions’ reporting documents, in accordance with current legislation and forthcoming innovations associated with the implementation of accrual accounting.
The final objective of the project is to define an integrated model capable of linking the value of the impacts generated by research activities with their potential economic and patrimonial evaluation, thereby contributing to a more comprehensive representation of the public value created by research institutions, which should not necessarily be reduced to market-based logic.
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Qualità, innovazione e sostenibilità
- Agency umana e delega algoritmica: processi decisionali e trasformazione strategico/organizzativa nella transizione digitale
La progressiva integrazione dell'intelligenza artificiale nei processi organizzativi ridefinisce in modo strutturale le modalità attraverso cui le imprese elaborano informazioni, allocano responsabilità e assumono decisioni. In questo scenario, la delega algoritmica — intesa come il trasferimento, parziale o totale, di funzioni decisionali a sistemi automatizzati — costituisce uno dei fenomeni più rilevanti e meno compresi della transizione digitale in corso, con implicazioni profonde per la governance delle organizzazioni, per le strategie di gestione delle risorse umane, per i modelli di business e per le dinamiche di relazione con i mercati e i consumatori.
Il progetto di ricerca si propone di analizzare, con approccio di general management e in prospettiva multidisciplinare, le dinamiche attraverso cui la delega algoritmica riconfigura l'agency umana nelle organizzazioni: quali spazi decisionali residuano in capo agli individui, come cambiano le competenze necessarie per esercitarli, e quali assetti strategici e organizzativi consentono di preservare un orientamento human-centered e sostenibile nei processi di trasformazione. La prospettiva adottata è intenzionalmente plurale: alle logiche dell'organizzazione aziendale si affiancano quelle del management strategico, della gestione e valorizzazione delle risorse umane, e del marketing, nella convinzione che la delega algoritmica non sia un fenomeno confinabile a un singolo ambito disciplinare ma investa l'impresa nella sua interezza.
L'indagine si articola attorno a tre assi tematici interconnessi. Il primo riguarda la natura e l'evoluzione delle competenze nel lavoro digitale, con attenzione particolare alle capacità relazionali, cognitive e adattive — le cosiddette soft skills — che l'automazione non sostituisce ma trasforma, e che diventano tanto più strategiche quanto più i processi routinari vengono assorbiti dalla macchina. Il secondo asse esplora le origini e la formazione di queste competenze, risalendo al contesto familiare e all'esposizione precoce al digitale come antecedenti spesso trascurati nella letteratura manageriale. In questo quadro, particolare attenzione è riservata al ruolo delle esperienze culturali — dalla fruizione artistica alla partecipazione a pratiche creative collettive — come ambienti di sviluppo privilegiati per competenze quali l'empatia, la collaborazione, la tolleranza all'ambiguità e la capacità di prospettiva: qualità che resistono alla delega algoritmica e che definiscono il perimetro irriducibile dell'agency umana. Il terzo asse esamina le implicazioni di questi processi per la strategia e la governance di organizzazioni che operano in contesti culturali e creativi, settori in cui la tensione tra apporto umano e automazione è particolarmente acuta, i modelli di business sono in rapida evoluzione e le sfide per il management sono ancora largamente inesplorate.
Sul piano metodologico, il progetto adotta un approccio plurale, combinando analisi della letteratura organizzativa e manageriale, metodi qualitativi e mixed-methods — con particolare attenzione allo studio di casi in organizzazioni ad alta intensità tecnologica e decisionale — e disegni di ricerca di tipo sperimentale e quasi-sperimentale. Questi ultimi consentiranno di testare in condizioni controllate gli effetti della delega algoritmica sui processi decisionali individuali e di gruppo, misurando le variazioni nell'esercizio dell'agency umana, nell'attivazione delle competenze relazionali e nei pattern di responsabilità organizzativa al variare del grado di automazione decisionale.
Il contributo atteso è duplice: da un lato, avanzare la comprensione teorica delle trasformazioni indotte dall'AI attraverso le lenti integrate del management strategico, dell'organizzazione aziendale, della gestione delle risorse umane e del marketing; dall'altro, offrire indicazioni operative per la progettazione di modelli di business, assetti organizzativi e processi di governance capaci di valorizzare l'agency umana in chiave sostenibile, in dialogo con le prospettive giuridiche, economiche e della qualità che caratterizzano il dottorato.
- Human Agency and Algorithmic Delegation: Decision-Making and Strategic/Organizational Transformation in the Digital Transition
The progressive integration of artificial intelligence into organizational processes is structurally redefining the ways in which firms process information, allocate responsibilities, and make decisions. In this context, algorithmic delegation — understood as the partial or total transfer of decision-making functions to automated systems — represents one of the most significant and least understood phenomena of the ongoing digital transition, with profound implications for organizational governance, human resource management strategies, business models, and the dynamics of relationships with markets and consumers.
The research project aims to analyze, from a general management perspective and through a multidisciplinary lens, the dynamics through which algorithmic delegation reconfigures human agency within organizations: what decision-making spaces remain under human control, how the competencies required to exercise them evolve, and which strategic and organizational arrangements enable the preservation of a human-centered and sustainable orientation throughout transformation processes. The adopted perspective is intentionally pluralistic: alongside the logic of business organization, the project incorporates insights from strategic management, human resource management and development, and marketing, based on the assumption that algorithmic delegation cannot be confined to a single disciplinary field but rather affects the organization as a whole.
The investigation is structured around three interconnected thematic axes. The first concerns the nature and evolution of competencies in digital work, with particular attention to relational, cognitive, and adaptive capabilities — the so-called soft skills — which automation does not replace but transforms, and which become increasingly strategic as routine processes are absorbed by machines. The second axis explores the origins and formation of these competencies by tracing them back to family context and early exposure to digital technologies as antecedents often overlooked in managerial literature. Within this framework, particular attention is devoted to the role of cultural experiences — from artistic engagement to participation in collective creative practices — as privileged environments for developing competencies such as empathy, collaboration, tolerance for ambiguity, and perspective-taking: qualities that resist algorithmic delegation and define the irreducible boundaries of human agency.
The third axis examines the implications of these processes for the strategy and governance of organizations operating in cultural and creative contexts, sectors in which the tension between human contribution and automation is particularly acute, business models are rapidly evolving, and management challenges remain largely unexplored.
From a methodological perspective, the project adopts a pluralistic approach, combining analyses of organizational and managerial literature with qualitative and mixed-methods approaches — with particular attention to case studies in organizations characterized by high levels of technological and decision-making intensity — as well as experimental and quasi-experimental research designs. These latter approaches will enable the testing, under controlled conditions, of the effects of algorithmic delegation on individual and group decision-making processes, measuring variations in the exercise of human agency, the activation of relational competencies, and patterns of organizational responsibility as the degree of decision-making automation changes.
The expected contribution is twofold: on the one hand, to advance theoretical understanding of the transformations induced by AI through the integrated lenses of strategic management, business organization, human resource management, and marketing; on the other hand, to provide operational insights for the design of business models, organizational arrangements, and governance processes capable of enhancing human agency in a sustainable manner, in dialogue with the legal, economic, and quality-oriented perspectives that characterize the doctoral program.
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